
Domenica 27 Settembre – ore 12:30
Pranzo offerto dai Food Partner del Festival!
Durata: 90 minuti
📍 Paìs (Corso Casale, 97, Torino)
BIGLIETTI
Spettacolo con pranzo (leggi qui per il menĂą!)
L’incasso dello spettacolo sarà interamente devoluto a Progetto Rifqa, organizzazione di volontariato che opera a Gaza per soddisfare i bisogni essenziali per la sopravvivenza tra cui: cibo e acqua sicuri, assistenza sanitaria, laboratori di supporto psicologico e molto altro
Scopri di piĂą: progettorifqa.org
- Intero: €20,00 + diritti di prevendita
- Ridotto: €18,00 + diritti di prevendita
- Ridotto “FuoriStagione”: €16,00 + diritti di prevendita
INFO UTILI
- Da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo, i biglietti saranno acquistabili esclusivamente in loco (fino a esaurimento dei posti).
- In fase di acquisto del biglietto, sarĂ possibile segnalare eventuali intolleranze e diete speciali.
MI CHIAMO OMAR
di e con Omar Suleiman
Musiche di Samer Harb
Accompagnamento musicale dal vivo di Massimo Mollo

Un uomo, una cucina, un drappo bianco e il racconto di una terra ferita. Omar Suleiman porta in scena la sua storia di esule, partendo dall’oggi per ritrovare le radici contadine del padre e i sogni di un giovane partito dalla Palestina per Napoli. Mentre i sensi del pubblico sono catturati dal trionfo di aromi del cibo cucinato dal vivo, la scena si popola di ombre e silhouhette che evocano il dolore di chi soffre da lontano. Mi chiamo Omar è un atto di resistenza poetica che trasforma la memoria individuale in un rituale collettivo, un ponte necessario tra l’umanitĂ e la brutalitĂ della storia contemporanea.
TRAILER
IL MENĂ™ DEL PRANZO
- Mftul – cus-cus palestinese condito con zuppa di ceci, cipolla, carote e patate    Â
- Hummus – passato di ceci con Tahin (salsa di sesamo) e limone Â
- Tabbele – insalata di Burghul (grano precotto) prezzemolo, cetrioli, pomodoro e limone
OMAR SULEIMAN
Omar Suleiman, nato in Palestina, vive e lavora a Napoli da oltre 40 anni. Storico gestore del Caffè Arabo di Piazza Bellini e promotore di innumerevoli iniziative culturali, è un attivista che ha fatto del teatro e della gastronomia strumenti di resistenza e testimonianza. Attraverso il suo lavoro di attore e animatore sociale porta in scena racconti e riflessioni che affondano le radici nella sua terra d’origine e nella sua esperienza di esule.

Il Progetto Rifqa è un’organizzazione di volontariato (ODV) impegnata nell’assistenza umanitaria di emergenza diretta e nello sviluppo di iniziative sul campo all’interno della Striscia di Gaza. Il progetto prende il nome dalla figura della nonna (Rifqa), simbolo di resilienza, memoria e resistenza collettiva, e focalizza la sua missione nell’alleviare le sofferenze della popolazione palestinese. L’organizzazione opera fornendo beni di prima necessitĂ e sopravvivenza – tra cui cibo, acqua potabile, kit igienico-sanitari e pasti negli ospedali – ma affianca ai soccorsi materiali anche un fondamentale lavoro di supporto psicologico e psicosociale, tramite laboratori e iniziative dedicate in particolare a bambini, donne ee anziani che vivono il trauma dei bombardamenti e degli sfollamenti. Grazie a un team locale che lavora con indagini sul campo, il Progetto Rifqa individua in maniera mirata le famiglie piĂą vulnerabili (come vedove, persone con disabilitĂ o affette da malattie croniche) operando secondo principi di trasparenza, integritĂ e rispetto della dignitĂ umana.

